Il fascismo eterno di Umberto Eco

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Il fascismo come modello politico e non come fatto storico spiegato bene.

Molto interessante vedere quali e quante caratteristiche astratte del fascismo siano perfettamente leggibili in alcune delle formazioni politiche più in voga oggi. Interessante e abbastanza spaventoso, se devo dire.

Cinque palle su cinque anche se chiedere 5€ (4,25€ se lo compri online) per 51 pagine è davvero da impudenti.

Lo potete sennò acquistare in e-book a 2,99€ qui.

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Da soli di Cristina Comencini

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Un libro breve ma molto intenso: due coppie di mezza età si mollano. In una lui molla lei, nell’altra lei molla lui. Perché c’è qualcun altro, perché non se ne può più.

In poche pagine si vagliano molte strade, comuni a tante coppie di lungo corso che ad un certo punto devono ricominciare a ragionare e vivere in dimensione uno.

A volte questo ci stravolge e ci si scopre diversi e migliori, a volte ci incastra in un eterno presente di infelicità.

Forse il finale lo avrei desiderato diverso, ma mi succede spesso anche nella vita.

Quattro palle e mezzo su cinque.

Lo potete acquistare qui.

Chiamami col tuo nome di André Aciman

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Fulminata dal film ho letto il libro in italiano, poi ho ascoltato l’audiolibro in inglese (bellissimo, letto dall’attore che impersona Oliver), cercando disperatamente – e vanamente – di capire cosa esattamente mi avesse stregata. Perché è questo che questa storia sa fare (non a tutti, ma a quelli che sì, lo fa in modo pieno e abbacinante): strega e incanta.

Rispetto al film cambia l’ambientazione (siamo al mare in Liguria e non nelle campagne cremasche), cambia qualche dettaglio (ad esempio c’è Roma e non Bergamo) e soprattutto cambia o per meglio dire amplia il finale, nel senso che dove il film finisce il libro prosegue e ci racconta parte del “dopo”.

Del film è in preparazione una recensione sul blog de gli88folli, aggiornerò questo post quando sarà pronta. E’ un blog che amo molto, parla di cinema: andate a vederlo, merita.

A me è piaciuto moltissimo quasi tutto il libro (non ho amato ad esempio la lunga scena nella libreria a Roma) e l’ho trovata una straordinaria storia d’amore anche se – o forse proprio perché – nessuno si dice mai “ti amo”. I protagonisti dall’amore si lasciano travolgere, non lo dicono ma lo fanno. Hai detto niente.

L’unico mio timore è la deriva mocciana del gesto d’amore che lega i protagonisti (sentirsi così tanto attraversati e fusi con la persona che si ama al punto da chiamare l’altro col proprio nome): tremo all’idea di pelosi camionisti che si fanno chiamare Jessica e leggiadre fanciulle che rispondono al nome di Viktor.

Per me comunque personalmente cinque palle su cinque.

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Chiamate la levatrice di Jennifer Worth

3934-3Un libro di memorie di una levatrice che ha vissuto e operato nell’immediato dopoguerra offre un interessante spaccato della vita dei bassifondi londinesi. La popolazione, il lavoro, le condizioni igieniche e abitative.

Interessante per il contenuto, ma scrittori non ci si improvvisa. Sono comunque molto felice di averlo letto e credo sia una lettura molto interessante.

Non va comunque oltre le tre palle su cinque.

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L’uomo che metteva in ordine il mondo di Fredrik Backman

5402575Questo libro è bellissimo.

Protagonista un uomo che pensa di odiare tutti e di non avere più una ragione per vivere, che ama i lavori fatti per bene e ha una idea abbastanza precisa di come debbano andare le cose, che si innervosisce perché non può ammazzarsi in santa pace come aveva programmato se prima non ha sistemato situazioni chiaramente ingiuste di cui nessuno si occupa e ha aiutato le persone che gli vivono accanto a mettere a posto “tutto”.

Insomma, uno di noi.

Cinque palle su cinque.

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Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood

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Distopia incentrata per una volta su una figura femminile e raccontata come una memoria di un tempo passato. Ne è stato tratto di recente una serie tv.

La trama è particolare: in un futuro post nucleare la difficoltà a concepire unita alla radicalizzazione religiosa ha creato una società dove le coppie regolarmente sposate, se ricche e potenti ovviamente, possono ottenere che una “ancella” viva con loro e sia sottoposta a regolari *sedute* col padrone di casa al fine di procreare. Ed è lei a raccontare le cose.

Ne esce nitidamente il senso di claustrofobia nei confronti di una società che mette le donne in posizione di subordinazione, che ne strumentalizza il corpo, dove altre donne – nel tentativo di acquisire una parvenza di potere – anziché vedere nell’uomo il proprio antagonista gli si alleano, contro altre donne colpevoli solo di essere più deboli. E su tutto aleggia un forte fondamentalismo religioso unito alla consueta ipocrisia di fondo per cui “fai quel che ti dico ma non fare quel che faccio”.

Vi ricorda qualcosa?

Quattro palle su cinque.

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