La ragazza con la Leica di Helena Janeczek

downloadNon mi ha fatto impazzire. Bello il racconto (romanzato) della vita di Gerda Taro, amante del famoso Robert Capa, anche se nel libro ti dice che non era il suo vero nome (quello di lei, ma nemmeno quello di lui, e lui in particolare – finché c’è stata Gerda accanto – era il nome con cui uscivano foto scattate da lui, ma anche da lei, quindi per certi versi “Robert Capa” è anche Gerda Taro. Roba da chiodi).

Gerda è giovane, scopa a giro, fotografa, soffre il freddo e mangia quando può, si arrangia e fotografa, si innamora e corre in Spagna a fotografare la guerra e a morine.

Allora perché non un sì pieno? Perché mi ha lungamente annoiata, e la noia non la perdono a nessuno, nemmeno a chi vince il Premio Strega nell’anno di Resto qui.

Tre palle su cinque.

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Patria di Fernando Aramburu

downloadLo cercavo perché consigliato da una amica, sono incappata in un altro volume dallo stesso titolo, e poi ho finalmente letto quello giusto.

Ambientato nei paesi baschi al tempo delle rivendicazioni indipendentiste, si concentra sulle vite di due famiglie nate e cresciute una accanto all’altra, con i normali rapporti di intreccio date dal vivere ad un passo l’una dall’altra in un piccolo paese di provincia (i padri dopo il lavoro si trovano all’osteria, le mogli fanno la spesa insieme, i figli prima giocano e poi nasce qualche simpatia speciale) fino al momento in cui tutto si spezza per a creare un legame diverso: un attentato dell’ETA colpisce a morte uno dei due capofamiglia e ad ammazzarlo è stato il figlio dell’altro.

Un libro corale, anche se qualche personaggio spicca sugli altri, perché la sensazione che resta a fine lettura è quella che si sia raccontata una storia che si allarga come i cerchi nell’acqua dopo che hai gettato un sasso: le singole persone, la loro famiglia, i legami tra vicini, le dinamiche del paese, le esigenze della comunità Basca, la posizione dello Stato.

Un libro bellissimo, anche se non perfetto. Onestamente credo vada proprio letto: è un passaggio importantissimo della storia europea, a mio parere almeno in Italia poco noto, per cultura personale e anche per seguire come la forza delle idee (anche delle idee più giuste e potenti) possa portare a azioni profondamente sbagliate e ingiuste. Mai come in questo periodo credo sia non solo utile, ma necessario.

Quattro palle e mezzo su cinque.

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Resto qui di Marco Balzano

978880623741HIGNon lo so, mi è piaciuto più lo spunto della realizzazione.

Un romanzo che promette un sacco e continua a promettere rimandando pagina dopo pagina. Non ho dubbi che fosse nella intenzione dell’autore, per restituire questo senso di attesa infinita che viene dalla non conoscenza della realtà propria della protagonista del romanzo, che resta immobile e ancorata al suo paese di origine, mezza affogata dagli eventi come il campanile che campeggia in copertina.

Certamente voluto, insomma, come effetto, ma forse tutta questa sospensione pesa un po’ troppo per rendermi davvero caro il romanzo, mentre conosco diverse persone a cui è piaciuto immensamente.

Come il premio Strega 2018, La ragazza con la Leica non mi aveva convinto troppo, così anche questo, che era finalista nello stesso anno.

Per me tre palle su cinque.

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Tutti i romanzi di Jane Austen

tutti-i-romanzi-x1000Che poi “tutti i romanzi” di Jane Austen – quelli completi – sono 6. Quindi come dichiarazione fa più paura di quanto non sia l’effettivo impegno.

Letti così in fila devo dire che però assicurano una esperienza immersiva davvero particolare e intensa. Il linguaggio pungente, l’ironia, la capacità di dipingere personaggi così reali e così universali della Austen sono davvero unici.

Io la adoro, la rileggo frequentemente con immutato piacere e ammirazione.

Cinque palle su cinque.

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Mia nonna saluta e chiede scusa di Fredrik Backman

5159szOvzmLDello stesso autore di L’uomo che metteva in ordine il mondo, è un altro libro bellissimo che mi ha fatto piangere tanto.

Racconta la storia di una bambina di sette anni, Elsa, e del rapporto con la propria famiglia, in particolare la nonna, che con la sua vita (e la sua morte) è la vera protagonista del romanzo.

Si ride moltissimo, ci si appassiona, e io mi sono anche tanto identificata, in questa nonna irriverente e terribile, pratica e fantasiosa, disordinata e cocciuta, ma anche “una di quelle persone che ci si porta in guerra”. O almeno ho pensato che mi piacerebbe essere così.

Quattro palle e mezzo abbondanti su cinque.

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Bassa risoluzione di Massimo Mantellini

71s-vVijBELLo spunto è interessante: e se la modalità dominante di fruizione delle opere dell’ingegno (musica, fotografie, riproduzioni di quadri, testo privo del supporto cartaceo, ecc.) oggi limitato dal passaggio attraverso lo scambio dati di internet (e delle connessioni che si fanno più lente e costose all’aumentare della quantità del dato) ci avesse ormai strutturalmente disabituati alla qualità?

Se questa “bassa risoluzione”, a cui soprattutto le nuove generazioni si stanno abituando, nel consentire la più ampia diffusione e accessibilità della fruizione ci avesse di contro costretto a abbassare gli standard?

Il punto è che una volta che ci siamo risposti “sì, è possibile”, non significa che chi vuole non possa andare ad ascoltare un concerto dal vivo, o vedere un film al cinema con il dolby surround, o a visitare la Pinacoteca di Brera.

Insomma, ci vuole solo consapevolezza e cultura anche nel capire che la notte stellata di Van Gogh che vedo riprodotta stampata sulla agendina non è l’originale, ma se li confondo non è tanto un problema di diffusione del digitale: è che sono scemo.

Tre palle su cinque, nel complesso.

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I Miserabili di Victor Hugo

71Ce9JA9ZyL(Va detto che tra lui e Tolstoj con le guerre Napoleoniche si sono fatti decisamente prendere la mano, per quanto al tempo immagino sia stato qualcosa da cui fosse impossibile prescindere e abbia il suo valore e blabla, ma ccheddueppalle le decine di descrizioni minuziose degli spostamenti sui campi di battaglia, babbabìa).

Tolto quello, personaggioni quasi tutti (non fatevi scoraggiare dal pippone iniziale sul vescovo, ha senso contestualizzarlo bene per capire tutto il resto), anche se diciamo che svetta parecchio Jean Valjean, che è un figo da paura anche se non fai mente locale sulla bombabilità suprema di Hugh Jackman nella riduzione cinematografica del musical ispirato al libro del 2013 (madonnina, se poi fai mente locale, chettelodicoaffare?). Un paio di personaggi li prenderesti a sberloni, e del resto è quello che faresti anche a un paio di persone che incontri tutti i giorni, quindi nella ampia varietà di umanità descritta nell’abbondante più che migliaio di pagine ci sta anche quello.

Io ero arrivata digiunissima (non sapevo nulla della storia, non avevo mai visto un film che fosse uno o ascoltato alcunché) ma nel mio piano di leggere almeno un grande classico francese all’anno, I Miserabili ci stava proprio bene. Devo dire una storia avvincente anche se porcazzozza, quando ha deciso di raccontare la storia di gente miserabile ci si è messo di buzzo buono per miserarli fino in fondo, eh. Poveroni.

Detto questo leggetelo, è un librone, anche se da me prende tre palle e mezzo su cinque perché abbasta battaglie campali.

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