La corimante di Marcella Cioni

1755-3Ho preso questo libro per caso, in una tornata di acquisti compulsivi online. Non me ne aveva parlato nessuno, non ne sapevo nulla. E ho trovato un tesoro.

Un libro di una bellezza di altri tempi, non solo perché la storia traccia la vita di una giovanissima donna, Ione, negli anni che precedono la seconda guerra mondiale, ma soprattutto per lo stile di scrittura: bellissimo, curato, strutturato senza essere arzigogolato o pesante o faticoso.

Ione dalla natia Toscana eredita vocaboli, costruzioni lessicali e una istintiva dedizione alla parola, che raffina e approfondisce attraverso gli insegnamenti, le letture e le conversazioni col tutore a cui viene affidata, professore erudito, letterato e studioso che la conduce con sé in Sicilia perché assista la figlia autistica. Ma mantiene un legame istintivo e ancestrale con il destino – ereditato per linea materna – di una vita avvolta nella magia di campagna, quella delle donne che preparano decotti con le erbe, che praticano aborti clandestini e accompagnano i malati alla morte (qualcosa di simile a quanto narrato nel bellissimo Accabadora di Michela Murgia), figura che qui viene chiamata “corimante”.

Un libro che ti costringe ad amare questa ragazzina nata fosca e selvatica come la Maremma da cui proviene, ma abbagliata e disvelata dalla luce improvvisa e impietosa di quella struttura sociale così ostentatamente pubblica di una Sicilia dura e divisa tra proprietari terrieri e contadini, avvolta nelle nebbie del fascismo e di un destino oscuro che incombe.

Cinque palle su cinque anche se non è un libro che consiglierei a chiunque.

Lo potete acquistare qui.

La verità sul caso Harry Quebert di Joël Dicker

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Me ne avevano parlato molto bene e molto male.

Lettura scorrevole, quando l’ho finito ho pensato “mi è piaciuto”, ma a distanza di tempo mi ricordo bene l’intreccio, l’atmosfera e certi dettagli come se ne avessi visto il film, ma non mi ricordo assolutamente come finisce.

Mi ricordo bene, invece, che mi sono sentita molto triste, sentimentalmente molto anziana e malinconica. Sentimenti che peraltro amo moltissimo.

Quattro palle su cinque, nel suo genere “bestseller scritti per diventare bestseller”, quelli che te li dovrebbero vendere con già l’ombrellino per il cocktail e il doposole al cocco.

Lo potete acquistare qui.

La ragazza che non voleva crescere. La mia battaglia contro l’anoressia di Isabelle Caro

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La storia di una ragazza che non voleva crescere perché sentiva che restare bambina (quindi piccola, diafana, senza forme) le avrebbe garantito l’amore della madre, solo che poi (spoiler) è morta. E anche la mamma.

Non tutte le storie di anoressia sono uguali, ovviamente. Non si può pensare di leggerne una e pretendere di capire come funzioni e come evitare che succeda a se stessi o alle persone care. Questa poi è una autobiografia, quindi è impossibile capire cosa sia stato vissuto e cosa sia ricordato e poi raccontato. Di certo il quadro che ne emerge fa impressione soprattutto per la “naturalezza” con cui giorno dopo giorno si costruisce un presente impossibile.

Tutto sommato tre palle su cinque.

Lo potete acquistare qui.

Saga di Tonino Benacquista

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Letto su consiglio di Raffaele Napoli, è un libro che – per dirla in francese, ma tanto qui siamo tutti poliglotti – spacca svariati culi.

Prendi quattro sceneggiatori male assortiti (uno troppo vecchio, uno troppo giovane, uno troppo pazzo e una troppo smielata), rinchiudili in una stanza con un tavolino, un divano, un distributore di caffè e una sfida impossibile – scrivere una sceneggiatura in zero tempo, con zero budget, per un pubblico atteso prossimo allo zero – e siediti comodo ad assistere a cosa può succedere quando si creano le condizioni ideali, o forse le più improbabili, in un microcosmo autonomo. Una specie di formicaio umano fatto di sceneggiatori, quindi quanto di più simile ad un dio creatore e distruttore si possa immaginare.

Il classico romanzo tanto imperdibile quanto introvabile che andrebbe ripubblicato, chissà se là fuori c’è qualcuno che ci sente.

Cinque palle su cinque di slancio.

Potete provare ad acquistarlo qui.

Viaggio al termine della notte di Louis-Ferdinand Céline

Un altro libro recuperato ad una delle serate di scambio di libri (quanto mi mancano!).

Il ragazzo che lo portò lo presentò dicendo che di Céline si è detto tutto il male possibile perché è stato un fascista con idee fortemente razziste e probabilmente a conoscerlo oggi diremmo che è una persona spregevole. Tutto in larga parte vero, ma ha anche scritto uno dei romanzi più importanti del XX secolo e cose così belle meritano di essere conosciute. Hai tutto il diritto di dissociarti dal Céline uomo, ma il Céline autore è qualcosa che – se te lo perdi – hai davvero perso qualcosa.

Detto questo ho fatto una discreta fatica a finirlo: è un tomo imponente nel quale trovi pezzi di una bellezza lucida e assoluta  (di quelli che li rileggi più volte perché non ci credi) e pezzi di una noia impossibile. Mi chiedo quanto abbia scontato il tempo passato dalla sua pubblicazione, o quanto incolpevolmente abbia patito di una mia scarsa concentrazione: per onestà devo dire che probabilmente pesa di più la seconda ipotesi.

Di certo non mi sorprende che possa diventare “il libro della vita” perché di vita, qui dentro, ce n’è tanta da riempire una intera esistenza.

Per me tre palle su cinque, ma se mi dicessi “merita?” ti direi “assolutamente sì”.

Lo potete acquistare qui.

Anna sta mentendo di Federico Baccomo

anna-sta-mentendo_1Ho iniziato a leggere l’ultimo libro di Federico Baccomo perché lui è un amico. L’ho finito alle tre di notte perché è bellissimo.

In una selva di romanzi costruiti su trame complicate e colpi di scena improbabili, questo si regge su una intuizione piccolissima, anche se molto creepy: cosa succederebbe se installassi nel tuo telefono un aggiornamento di WhatsApp che ti mostra quando le persone che ti stanno scrivendo in quel momento stanno mentendo?

Come reagiresti? Butteresti il telefono dalla finestra urlando, lo resetteresti per paura che sia qualche pericoloso virus o approfitteresti di questo misterioso “dono” per forzare la moltitudine di bugie piccole e grandi che noi tutti raccontiamo per quieto vivere, per coprire scelte che faremmo fatica a spiegare, per proteggere qualcuno dalla verità, per pudore o vergogna o cattiveria? Ti prenderesti il rischio di vedere cosa c’è davvero dietro ai tuoi quotidiani rapporti umani, familiari, lavorativi?

Una piccola intuizione geniale che regge lungo tutto il romanzo, che ha un importante punto di volta a metà storia e che tiene più che bene anche nel finale.

Un romanzo che ha già in sé il germe della pellicola cinematografica – soprattutto negli incisi del narratore che sembrano a tutti gli effetti note di sceneggiatura – per la quale io vedrei bene come protagonisti Flavio Parenti e la sempre bravissima Alba Rohrwacher.

Bacio accademico allo scrittore, già autore del delizioso WoodyAnna sta mentendo per me è un sì. Cinque palle su cinque.

Lo potete acquistare qui in cartaceo e qui in e-book.

Questa non è una canzone d’amore di Alessandro Robecchi

4060-3Non è male, questo romanzo. Uno è sempre alla ricerca di una alternativa ai Camilleri, ai Lucarelli, ai Carofiglio e Robecchi tiene botta.

Il protagonista – Carlo Monterossi – è un giovane autore televisivo di successo ma un po’ sfigato nelle relazioni sociali, che viene coinvolto per pura sfortuna in situazioni rischiose e delicate.

Libro scorrevole, storia a suo modo coinvolgente. Non il romanzo del millennio ma vale assolutamente le due ore passate a leggerlo.

Nel suo genere tra le tre e le quattro palle su cinque.

Lo potete acquistare qui.