02.02.2020. La notte che uscimmo dall’euro di Sergio Rizzo

02.02.2020. La notte che uscimmo dall'euroCome già per Padania o cara, bella l’idea del romanzo distopico politico italiano, dove si immaginano le conseguenze della estremizzazione di certi proclami elettorali ma la realizzazione è sempre deludente: manca il guizzo che renda il romanzo bello indipendentemente dalla critica politica.

Tre palle su cinque, lo potete acquistare qui.

Milanesi brava gente. Storie di nera a Milano 1946-1975 di Tommaso Bertelli e Matteo Liuzzi

downloadDa qualche anno una coppia di autori racconta ai microfoni di Radio Popolare le storie della mala milanese del dopoguerra e fino al ’75 (anno in cui nasce la radio e quel tipo di storia è stata raccontata in diretta) scegliendole tra le meno note. La trasmissione, oggi ascoltabile anche in podcast su Spotify, si chiama “Radiografia nera”.

In questo volume, aiutati dalle illustrazioni di Simona Eva Saponara, gli stessi autori hanno riversato 15 tra le storie più particolari, raccontandole a partire dalla documentazione della questura, spesso in forma romanzata, immaginando dialoghi e pensieri dei protagonisti. Non è un saggio, non è un romanzo, ma si legge d’un fiato ed è godibilissimo.

Per chi è innamorato di Milano, per chi è appassionato di storie di quella mala un po’ romantica – più truffaldina che delinquente – che immaginiamo col cappello calato sugli occhi infilarsi nei vicoli di Brera per perdersi tra la nebbia.

Quattro palle abbondanti su cinque.

Lo potete acquistare qui.

Guerra e pace di Lev Tolstoj

81HBOyVy6SLA tutti quelli spaventati dalle 1800 e rotti pagine posso dire tranquillamente “ragazzi, non è tanto un libro pesante quanto un libro lungo”, nel senso che semplicemente racconta più storie e le segue per un lasso di tempo ampio, però non si tratta di storie complesse o particolarmente tediose.

Insomma io l’ho trovato bello, a parte le scene delle battaglie (i danni che hanno fatto le guerre napoleoniche alla grande narrativa ottocentesca lo sa solo dio. Pure ne I miserabili mannaggiaggiuda mi sarei data fuoco nei pezzi delle battaglie), e bello in modo diverso da Anna Karenina, dello stesso autore: qui non ho quasi mai avuto voglia di picchiare nessuno.

Quattro palle su cinque, lo potete acquistare qui.

Manuale per ragazze rivoluzionarie: Perché il femminismo ci rende felici di Giulia Blasi

511pz313S7L._SX323_BO1,204,203,200_Il libro di Giulia ha avuto per me il pregio di sistematizzare una serie di elementi (espressioni, comportamenti, botta e risposta) che costellano la vita di ogni donna, provando a dare a ciascuno di essi un significato diverso, e soprattutto diverso nel senso di *alternativo rispetto a quello convalidato dalla società italiana di oggi* che è ancora in larga parte una società patriarcale e “maschio-centrica”.

Il libro di Giulia mi è infatti servito molto per farmi delle domande su come vedo certi miei comportamenti, su come vivo certe espressioni che magari io stessa uso. O per chiedermi come vedo comportamenti, espressioni e dinamiche che mi vedono coinvolta o vedono coinvolti uomini e donne che conosco.

Ho trovato quindi estremamente utile la prima parte, quella della autocoscienza e auto-consapevolezza: una parte che avrei voluto e vorrei poter far leggere più che altro ai moltissimi uomini in gamba e intelligenti che conosco, per dire loro “guarda, io stessa da donna – e da donna rompicoglioni, moderna, disinvolta e libera – ho letto cose che mi hanno aperto gli occhi, fallo anche tu”. Mi si dirà che forse gli uomini in gamba e intelligenti son proprio quelli che ne hanno meno bisogno, ma sono anche i primi che secondo me possono capire quanto vantaggio per tutti possa derivare da una migliore partecipazione delle donne alla vita sociale. Non maggiore, perché esse partecipano ovviamente già, ma migliore.

La seconda parte (quella che invita per così dire alla rivoluzione), invece, l’ho trovata meno riuscita o forse era una parte di cui sentivo meno il bisogno, ed è anche quella su cui mi sembra puntare di più sia il titolo che la copertina, dal mio punto di vista penalizzando l’insieme.

Nel complesso tre palle e mezzo su cinque, direi.

Lo potete acquistare qui.

Il Paese dalle Ombre Lunghe di Hans Ruesch

downloadUn meraviglioso romanzo, che racconta la vita di un Inuit, della famiglia da cui proviene e di quella che si crea quando si sposa e ha figli, di una cultura diversa, ma per alcune cose simile a qualsiasi altra.

Di come cambiano le tradizioni, di come altre cose non cambino mai, di come nella vita di ciascuno ci siano orsi da combattere e freddo da cui difendersi, ma anche risate, corse veloci sul ghiaccio sfidando vento e sole, la vita e la morte.

Uno dei libri della mia adolescenza.

Quattro palle e mezzo su cinque.

Credo sia sostanzialmente fuori catalogo: su Amazon me lo danno solo qui.

Zona di alienazione: Chernobyl, una mattina d’estate di Sergio Pilu

51XqXM+R3VLIl 26 aprile 1986 ha inizio il disastro nucleare alla centrale di Chernobyl.

Trentadue anni dopo un gruppo di amici decide di fare un viaggio per visitare quei luoghi. Per vedere cosa è rimasto, cosa è scomparso. Per fare i conti con la messa in scena allestita a beneficio dei turisti come loro ma anche con la verità che cresce e fa capolino, come le piante che crescono apparentemente indifferenti tra i ruderi di una città svuotata in uno schioccar di dita.

La cronaca dei pochi giorni trascorsi fuori e dentro Chernobyl è alternata al racconto dei ricordi dell’autore bambino, con il padre poliziotto messo di guardia a Seveso dopo il disastro della diossina.

Un parallelismo tra due incidenti con magnitudo molto diversa, ma che aiutano a dare un contesto personale e intimo: amo sempre molto l’alternanza tra piccolo ed enorme, tra personale e universale (come negli Appunti per un naufragio di Davide Enia che alterna il racconto dei naufragi a Lampedusa con la storia del proprio zio).

Scritto in modo splendido, era una storia da raccontare e l’autore è riuscito a farlo bene, ma ci sono tre cose che lo avrebbero reso migliore:
1) ci avrei voluto anche vedere le foto scattate durante il viaggio e che vengono lungamente raccontate.
2) è troppo breve.
3) manca il “dopo”: si racconta di come è stato decidere di andare, cosa ne hanno detto gli altri, cosa si sono detti i membri del gruppo, cosa è successo durante il viaggio. E dopo? Cosa si è portato a casa l’autore? E gli altri membri del gruppo? E le loro famiglie?Gli altri?

Cosa resta, dopo un viaggio così? Forse resta semplicemente il bisogno di scriverci su e di farlo leggere agli altri.

Merita assolutamente la lettura: quattro palle abbondanti su cinque.

Lo potete acquistare qui.